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Note Covid 19

Inauguro oggi questo spazio dedicato, che adopererò in futuro per comunicare periodicamente, con chiarezza, trasparenza e rispetto della privacy, la situazione epidemiologica in atto a scuola.

 Ad oggi abbiamo avuto quattro casi accertati di alunni con covid, ed una insegnante, su una popolazione di oltre 1600 alunni con 145 docenti e 40 assistenti tecnici amministrativi ed ausiliari. Dati in linea con quelli nazionali. 

In tutti i casi i contagi sono avvenuti fuori dalla scuola, stante la ricostruzione dei diretti interessati, prevalentemente in famiglia o presso gruppi amicali. 

Siamo consapevoli, comunque, che la tendenza è quella di un progressivo aumento di queste evenienze. Possiamo affermare, alla riprova dei fatti, che il virus è a scuola, ma attualmente “non circola”, nel senso che non transita da un individuo ad un altro. In quel caso si parlerebbe di focolaio o cluster, e la situazione sarebbe più difficilmente governabile. Questo vuol dire che l’attenzione al distanziamento inter-personale, all’igiene e ad altre condotte virtuose è stata ed è alta, ha funzionato, per adesso. Il comitato anticovid opera a scuola  con ossessiva perseveranza e la collaborazione con l’asp è costante e proficua, (prova ne sia il controllo avvenuto in loco ieri su un gruppo di alunni di una classe che era entrata in contatto con un compagno, risultato positivo al virus). Va dato atto alla asp di riferimento, di aver mostrato professionalità, tempestività e competenza nei confronti delle nostre segnalazioni, ben oltre quanto previsto dai protocolli sanitari in vigore in materia. Il protocollo prevede, infatti, l’isolamento domiciliare dell’ammalato e la quarantena di dieci giorni per i “contatti stretti” (avvenuti nelle precedenti quarantotto ore), intesi come familiari, conviventi, intimi amici, compagni classe, professori esclusi. Le misure messe in campo nel nostro Istituto, oltre i succitati controlli preventivi, afferiscono alla sfera delle condotte precauzionali, ed eccedono ampiamente quanto previsto dal protocollo. La modalità didattica in uso, infatti, consente agevolmente lo scambio tra i gruppi in presenza e da remoto. A questa ottica si ascrivono le operazioni fatte, oltre che per salvaguardare la salute di tutti, per prevenire fenomeni di panico, che per ora sono ingiustificati e, sempre e comunque controproducenti. Gli alunni appartenenti alle classi invitate a seguire da remoto, anziché in presenza, (o perché il compagno ha contratto la malattia, o perché un loro docente è risultato positivo al controllo), non sono “ufficialmente” in quarantena, ma precauzionalmente allontanati da una ipotetica fonte di rischio. Quindi gli stessi non sottostanno agli obblighi inerenti la quarantena vera e propria (divieto di uscire da casa,etc..) Sono in una condizione di allerta, leggermente superiore a quella che tutti dovremmo avere.

 Normalmente, chi è portato a non sottovalutare i pericoli è un “esperto” nelle situazioni complesse o addirittura gravi; chi approccia i problemi in maniera superficiale o rischiosa, tende invece ad abbandonarsi al panico e a mettere in atto comportamenti inadeguati in eccesso. Chi conosce il mare e la montagna è abituato a nuotare o passeggiare, conosce e rispetta i rischi connessi,  ha una educazione delle condotte da adottare nei casi di maggiore rischio, che tendenzialmente evita. Chi invece non ha cultura e frequentazioni dei luoghi e poco conosce i propri limiti personali e fisiologici, si avventura in imprese rischiose o eccedenti le proprie capacità. La giusta lettura di un pericolo, meglio se anticipata, è attualmente il miglior vaccino contro l’esposizione al rischio, di qualsiasi natura esso sia.

Se vogliamo continuare a vivere  la scuola, dobbiamo impegnarci insieme in direzione di questo unico scopo. Tra gli scenari previsti vi è, ovviamente, anche il ricorso alla DAD per tutti, che potrebbe essere “la”scelta nel caso in cui il quadro dovesse repentinamente peggiorare, con la esplosione di uno o più cluster in istituto e una circolazione del virus non più sotto controllo. So che a riguardo genitori e alunni si dividono tra essi e al loro interno, con fautori del si e del no. Ovviamente per questa valutazione, se vi saranno le premesse, verranno interpellati gli organi collegiali, collegio e consiglio in tutte le sue componenti, e sentito il parere del comitato anti-covid scolastico.

Venerdì vi sarà una riunione al Comune durante la quale verrà fatto il punto della situazione.

 La chiusura di una scuola, di contro,  non può essere disposta “motu proprio” dalle sue stesse componenti, Dirigente incluso. Sono le autorità competenti ( il Governo, il Presidente della Regione, il sindaco, le asp, la protezione civile, i comitati scientifici) meglio se di concerto, a decidere. Sono infine gli organi politici esecutivi, a rendere effettiva la decisione in uno o più territori (o in tutto il Paese). Avverto insieme la vostra collaborazione e la vostra  preoccupazione. Non vorrei che al crescere dell’altra diminuisse la prima.

Noi ci sentiamo di aver agito e di agire con la massima prudenza.

Grazie a tutti.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

RICCARDO BIASCO

Allegati:
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